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Residenze, sfratti e piagnistei

Ennesima giornata di duro lavoro per chi si ritrova nel difficile compito di allontanare le persone più povere dalle abitazioni dei padroni e per gli sgherri al loro seguito… Giornali e pagine di movimento da giorni raccontano di diverse situazioni abitative e di resistenza. Più o meno unendosi in coro tra indignazione urlando alla necessità di una società civile che tuteli, legiferi e protegga. Chiedendo, più o meno a gran voce o più o meno piagnucolando, al potere di riformare il potere. Si fa sfoggio delle difficoltà di chi si vorrebbe difendere finendo malamente per lasciare alla mercé dei più le vite delle persone. I social sono un mostro. Se da una parte si ottengono “mi piace”, visualizzazioni e condivisioni dei propri “intenti” dall’altra non si può negare che a livello partecipativo le lotte di resistenza all’abitare sono forse al loro minimo storico da queste parti.

Scorrendo le pagine di giornale che trattano l’argomento si nota come (a differenza di altri tempi e altri luoghi) i toni di chi scrive siano più pacati. Se prima sulle testate giornalistiche si leggeva di pericolosi individui che terrorizzavano gli ufficiali giudiziari e di campagne anti sfratto ordite per ribaltare il potere e far piovere nel chaos la società civile ad oggi la situazione che ci si presenta è molto diversa. Persino dei ricchi imprenditori (che lavorano nel campo della pelletteria…con buona pace di quelle persone che lottano per la liberazione animale) leggendo gli articoli di giornale che presentano le difficoltà delle persone più povere si muovono impietositi ed elargiscono l’unica cosa di cui sono in possesso… Del mero denaro… Facendosi ovviamente bella pubblicità sui giornali, assicurandosi che il proprio nome esca fuori, che si sappia!!

Intanto l’assessora alla casa Benedetta Albanese ribadisce che “Il rispetto delle regole negli alloggi Erp è essenziale per la civile convivenza. Il superamento dei limiti richiede risposte che devono essere date di pari passo con la necessaria e sempre alta attenzione a tutte le fragilità”. Lamentando de facto una problematicità del caso specifico ma facendo finta di non saperne davvero poi troppo e restando sul vago (che sia mai poi che tocca prendersi carico davvero delle situazioni fragili e indagare… meglio sbatter fuori tutt e dirsi che si è fatto un buon lavoro. Magari offrendo l’albergo popolare per 15 giorni e tanti saluti dopo…).

A Firenze intanto si contano oltre 800 appartamenti vuoti di edilizia popolare, le graduatorie sono completamente ferme e il comune continua l’opera di svendita di qualsiasi cosa possa vendersi (a Nardella piace la città dei ricchi privati, si sà. Non è certo una città in cui possano vivere delle persone povere). I movimenti di lotta per la casa promettono battaglia e sostegno a chi si trova in difficoltà. L’unione inquilini, a Viareggio, parlando di uno sfratto eseguito malamente in cui pare che una delle persone sfrattande sia stata ferita alla testa, minaccia di inviare pericolosissime diffide al sindaco ed altre autorità per la mancata presa in carico di “disposizioni di leggi e principi generali sanciti anche dall’Onu”…

Nel frattempo la brigata sociale per l’abitare va sotto al comune (di Viareggio) a lamentare la necessità di non perdere la residenza per quelle persone che si trovano in situazioni precarie (sfratti, occupazioni). Chiedendo non venga cancellata la possibilità di iscriversi presso la via (fittizia) dei vageri o che il comune si muova nell’ottica di una regolamentazione delle case occupate. Non preoccupandosi minimamente di quello che sarà il destino di chi non può farsi regolamentizzare per qualsivoglia motivo (posti che portano avanti politiche diverse, situazioni precarie diverse, scelte o necessità di vita) e dichiarando inoltre “Nelle case occupate, o recuperate come preferiamo definirle, le persone non abitano a tempo indeterminato. Anzi, in alcune situazioni è stato messo in piedi un sistema autogestito con entrate e uscite dalle case in base alle esigenze. Tutte cose che dovrebbe fare il Comune, iniziando a gestire l’emergenza abitativa con la sistemazione delle graduatorie”

nardella merda

 

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